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Paragrafo 6 . La Chiesa e il mondo cattolico.

     
I problemi sociali causati dall'industrializzazione e la contemporanea
crescita  del  socialismo indussero la Chiesa  di  Roma  ad  attenuare
l'intransigenza  verso  la societ moderna espressa  nel  Sillabo,  il
documento pubblicato da Pio nono insieme all'enciclica Quanta Cura nel
1864, e spinsero i cattolici ad intensificare il loro impegno sociale.
Un  ruolo decisivo fu svolto da papa Leone tredicesimo (1878-1903) con
l'enciclica  Rerum  Novarum,  pubblicata  nel  maggio  del   1891   ed
espressamente  dedicata  alla  questione  sociale  e  all'impegno  dei
cattolici  nella  vita  civile. Con essa il pontefice  interveniva  in
difesa dei diritti dei lavoratori e dei meno abbienti e denunciava gli
abusi  delle  classi dirigenti, ma, allo stesso tempo,  condannava  il
socialismo e non metteva in discussione n l'organizzazione sociale n
la  distribuzione della ricchezza proprie dell'economia capitalistica.
La  soluzione  dei conflitti economico-sociali, secondo il  pontefice,
risiedeva  nella  cooperazione, nella solidariet e nel  rispetto  dei
doveri  reciproci:  i  datori  di  lavoro  dovevano  non  sfruttare  i
lavoratori  ma retribuirli con un salario equo, mentre questi  avevano
l'obbligo  di  essere solerti, onesti e non violenti. Allo  stato  poi
spettava  il compito di tutelare la propriet privata e di assicurarsi
che ai lavoratori fossero garantite condizioni di vita dignitose.
     L'enciclica,   contenendo   un   chiaro   invito   a   costituire
associazioni  di operai non precluse alla partecipazione dei  padroni,
incoraggi  anche la formazione di sindacati cattolici. Questi,  per,
non  riuscirono  a  realizzare  quella  conciliazione  tra  le  classi
caldeggiata  dal  pontefice, in quanto in gran parte formati  solo  da
lavoratori, e finirono per adottare metodi di lotta analoghi a  quelli
dei sindacati socialisti.
     Le   aperture  di  Leone  tredicesimo  spinsero  i  cattolici   a
riconoscere  la  validit delle istituzioni  dello  stato  liberale  e
favorirono  un loro graduale inserimento nella vita politica,  che  in
molti casi port ad alleanze con le forze moderate. In alcuni paesi si
formarono  anche  veri  e propri partiti cattolici,  finalizzati  alla
creazione  di una "democrazia cristiana", intesa come sistema  sociale
fondato  sui  valori del cristianesimo. Queste ultime  iniziative,  in
realt,  andavano  al di l delle indicazioni del  pontefice,  per  il
quale  la  democrazia cristiana doveva mantenersi fedele al  magistero
della  Chiesa  e  non comportava necessariamente un  impegno  politico
diretto ed autonomo.
     Nel  corso  del  pontificato  di  Leone  tredicesimo  e  del  suo
successore  Pio  decimo (1903-1914), un movimento detto  "modernismo",
che ebbe tra i suoi maggiori rappresentanti i francesi Alfred Loisy  e
Maurice Blondel e gli italiani
     
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     Ernesto  Bonaiuti e Romolo Murri, cerc di conciliare  anche  gli
aspetti    teologici   e   i   rapporti   interni   all'organizzazione
ecclesiastica  con  la societ moderna, proponendo,  fra  l'altro,  di
valutare e interpretare le Sacre Scritture come un qualsiasi documento
storico  e  non  come il frutto della rivelazione  divina;  esso  per
incontr   la  decisa  ostilit  di  papa  Pio  decimo,  che  condann
ufficialmente il modernismo nel 1907.
